Un silenzio assordante, un silenzio che fa rumore…Una storia di incuria e abbandono che ferisce la città di Milano da anni. Spesso però raccontare certe cose, senza farle vedere non dà la reale dimensione del problema. Così ho deciso di prendere il mano la reflex e sviluppare il progetto “Il Silenzio” immortalando un silenzio che bisbiglia, fatto di persone, di ricordi, di attimi che non torneranno più ma che sono rimasti li, congelati nel tempo.

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C’erano una volta o forse mai più, nascoste dietro una fitta coltre di rovi e un lungo muro ricoperto di murales e cartelloni pubblicitari, le scuderie De Montel. O meglio: ciò che ne è rimasto.

La storia del loro abbandono è la storia di una Milano che cambia e che va avanti senza mai voltarsi indietro. Chissà che ore erano quando l’orologio si è fermato.

Fotografando questa “storia dimenticata” mi sono immaginata una domenica pomeriggio, forse di maggio, in piena Belle Epoque, con dame con l’ombrellino e gentiluomini col cilindro.

“Ciak, non si gira più”. Me lo ricordo bene il Cinema Maetoso, erano i miei primi sabati sera con al mia migliore amica, ci sentivamo Thelma e Louise. Finito il film un gelato e poi di corsa a casa.

Nel 1912, quando fu aperto con il nome di Cinema Roma, Lodi T.I.B.B era estrema periferia e i grandi quotidiani non lo inserivano nemmeno nelle pagine degli spettacoli. Poi nel 1975 spunta l’insegna ” Maestoso” e con Yuppi Du di Adriano Celentano si festeggia il riscatto sociale.

Ora, abbandonato e chiuso da undici anni, rimane in attesa di un lieto fine che per le grandissime sale da proiezione come lui è difficile da immaginare.

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Le case popolari del “Corvetto” sono quelle di una volta, iniziate e costruite negli anni ’30 del secolo scorso. Lasciandoci il Cristo senza una mano alle spalle e proseguendo dritto, si arriva a Chiaravalle o “Ceravàl”, come la chiamavano i milanesi di una volta.

Solitari e nascosti dalle sterpaglie si intravedono i vecchi binari della stazione Chiaravalle Milanese. Per 145 anni, dal 1862 e fino al 2007, i treni della ferrovia Milano-Genova hanno attraversato il borgo di Chiaravalle.

Tutto quello che ad oggi si sa di questo tratto di ferrovia, lungo poco più di tre chilometri, abbandonato e’ la progettazione e trasformazione in una pista ciclabile non ancora avviata.